Grazie Martin, per averne ucciso un altro

Voglio fare un elogio. Voglio fare un elogio ad un grande uomo. Ad un grande, vecchio uomo. Un uomo panciuto, di una certa età, con una lunga barba bianca e il sorriso bonario.
No, non sto parlando di Babbo Natale.
Sto parlando di George R. R. Martin.

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Notare il sorrisetto beffardo

Come circa tutti sapranno, ieri Game of Thrones ha mietuto un’altra vittima; probabilmente la morte più cruda di tutte – e se non la più cruda, è certamente sul podio. Ma al di là della rabbia, della tristezza per aver perso un altro dei miei personaggi preferiti, provo una specie di… piacere perverso.
Esattamente. Perché quando una serie riesce a farti mettere le mani tra i capelli, a farti disperare a quel modo, riesce a farti credere fino all’ultimo che quel personaggio, il tuo personaggio, ce la farà per poi strappartelo via all’ultimo momento, sai di star guardando, o di star leggendo, qualcosa di qualità.
Sì, signori miei. Ci hanno fatti affezionare a quel personaggio, e ce lo hanno fatto morire brutalmente di fronte. Credevamo ce l’avrebbe fatta, e ci sbagliavamo. Credevamo che Game of Thrones fosse prevedibile, come buona parte delle serie, che i buoni vincono e i cattivi perdono: col cazzo!

"Non può mica morire, è il protagonista!"

“Non può mica morire, è il protagonista!”

Poco tempo fa ho trovato su Youtube una vecchia intervista in cui Martin dichiara di volere che i suoi lettori si sentano sempre sul filo del rasoio. Vuole che abbiano paura, nel proseguire la storia, perché il loro personaggio preferito potrebbe morire in qualunque momento. Che non v’è nulla d’emozionante in una storia in cui sai che il buono vincerà perché è buono, e il cattivo perderà perché è cattivo.
In un primo momento ho pensato, come tutti: “pezzo di merda!”.

Ebbene, con tutto il mio cimitero personale di personaggi che mi sono stati strappati via, asciugandomi le lacrime dopo la puntata di ieri, vi dico: ha ragione. Nonostante in questo momento non sappia dire con certezza se penso realmente quel che sto scrivendo o se è tutto dettato dal sordo dolore che provo da quando ieri notte ho avuto la malaugurata idea di guardarere l’ultimo episodio.
Quest’uomo è riuscito a far disperare decine di migliaia di persone all’unisono. In tutto il mondo. Più volte. E va bene così.
Piangiamo. Lamentiamoci. Ma, ammettiamolo, ben poche serie, sia televisive che letterarie, sono capace di sconvolgerci nell’animo come GoT. E se avete visto The Mountain and The Viper sapete perfettamente a cosa mi riferisco.

Chapeau a te, Martin.
E chapeau a chi riesce a render così bene le tue sevizie anche su schermo.
Valar Morghulis.

Ps: se mi fai finire Daenerys sul trono di spade non crederò più in niente.
Pps: anche se già sapevo, ero, sono e sarò sempre Team Oberyn.

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