La ragazza che s’è sentita male per i cosplay brutti di Lucca: di come su Internet si creda a tutto

ArticolofasulloO: di come vi ho trollati.
Vedete la foto qui sopra? Qualcuno di voi forse l’ha già vista, dato che da un paio di giorni girella abbastanza su Facebook. Magari avete anche commentato la notizia, magari avete tirato giù un pippone sullaggente, i cosplayer, l’universo e tutto quanto.
Ebbene, siete dei boccaloni.
L’articolo è fasullo.
Come faccio a saperlo? Semplice: l’ho scritto io.

2 novembre
. La giornata è scazzante, e la giornata prima pure. Sulla home di Facebook mi si para davanti l’ennesimo articolo di Lercio preso per vero. Il contatto si spertica in spiegazioni sul perché l’Europa, rea, sembrerebbe, di volerci impedire l’uso del bidet, faccia schifo.
Nel pomeriggio del 2 novembre ci sono due cose che mi stanno scazzando a morte: la gente che crede alla prima stronzata scritta su internet senza neanche controllare da dove proviene, e il fatto di non essere al Lucca Comics.
Quindi penso bene di unire le due cose.

pino cammino

Io c’ero, ho visto tutto!

In realtà la mia intenzione non era far sì che la gente ci credesse, tant’è che non mi sono nemmeno impegnata più di tanto a fare qualcosa di credibile, né nella grafica né nella notizia stessa. Pensavo fosse ovvio si trattasse di uno scherzo.
E invece, l’Internet mi ha stupita un’altra volta.
Ho postato l’immagine sui miei profili Facebook e Twitter (in seguito Tumblr), su Sharingan’s Force e One More Fra’.
Da lì, il finimondo.
Sarebbe bastata una velocissima ricerca su Google per notare che la notizia non era riportata da nessun’altra parte. Ma il popolo dell’Internet, e dei Social in particolare, ama aprire la bocca e darci fiato.
Per ogni cinque persone che “ma è una bufalaaaa xd” (complimenti per l’acume) ce ne era almeno una che si sperticava in sermoni, in giudizi, che addirittura giurava di conoscere la G.F. catanzarese e di aver assistito a tutta la scena. Quando, ripeto, bastava una ricerchina su Google per smontare tutto quanto.

Questa cosa m’ha dato modo di riflettere. Su quanto laggente sappia essere capra. Perché oggi sono stata io, che non sono nessuno, che ho scritto una cazzata che non ha fatto male a nessuno (e non rompetemi le balle: non ci sono nomi, non c’è niente, è del tutto innocuo) e ho voluto volar basso postandola solo sulle mie pagine, che hanno un traffico di utenti molto limitato.
Mo’, invece, pensate alle cagate che può inventarsi chiunque abbia un minimo in più di seguito di me, pensate a quanta gente è disposta a credere alla prima stronzata perché “è scritta su INTERNET!1!1!” pur di non scomodarsi a cercare smentite o conferme, senza controllare nemmeno la fonte. Pensate a quante volte già succeda. A me fa un po’ paura.

Ad ogni modo.
Sì. È una bufala grossa come una casa. Non pensavo ci fosse bisogno di specificare. C’è anche la mia firma, nascosta, ma forse nascosta un po’ troppo bene. Se la trovate vi do un biscotto.
Vorrei menzionare un paio di persone, in chiusura, senza far nomi.

– Gli originalissimi che “ma non è Lerciooooo”. No. È Fra’. Stiamo lì.
– Quelli che si sono messi a smontarmi l’immagine pezzo per pezzo. “Ma è impaginata male”, “ma è scritta male”, “ma quella non sembra carta”. Grazie per aver denigrato un lavoro per il quale ho impiegato cinque minuti del mio tempo.
– I miei contatti su Facebook, che non avevano capito fossi io. Sì, ero io. Ora potete vergognarvi e in caso togliermi dagli amici.
– Quelli che hanno minacciato G.F. di morte.
– Quelli che hanno attaccato il pippone populista impegnandocisi.
– Tutti quelli che ci hanno creduto.
E per ultima
– G.F., se esisti e abiti a Catanzaro. Mi dispiace.

Pace e tante belle cose a voi.

P.s.: mi spiace anche di un’altra cosa. Sono venuta a conoscenza solo dopo del fatto che a Lucca una ragazza è, mi pare di aver capito, caduta dalle mura. Qualche genio, su Facebook, ha pensato bene di confondere questa cagata con quest’altra cosa, che è successa veramente. Mi dispiace molto, e mi scuso io per loro. Non ce la fanno.

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7 risposte a La ragazza che s’è sentita male per i cosplay brutti di Lucca: di come su Internet si creda a tutto

  1. Francesca ha detto:

    Se tu avessi sentito i commenti di alcuni cosplayers su altri cosplayers, non ti stupiresti del fatto che alcune persone possano aver preso la cosa sul serio. Dovresti vedere come si indignano…

    • Fra' ha detto:

      Oh, ma lo so! Sono sette anni che frequento varie fiere del fumetto, e per un po’ di tempo ho anche fatto cosplay (anche se non lo definisco così, visto che era più un modo per cazzeggiare e divertirmi, e non una cosa seria come molti purtroppo la prendono), e ne ho sentite di cotte e di crude, sia in real che sui social.
      Sono state proprio certe uscite a darmi l'”ispirazione” per scrivere questa roba. Ho esasperato quello che, purtroppo, è il comportamento di molti. (:

  2. Manuel Puzzoli ha detto:

    Grandissima! io a metà dell’articolo stavo già ridendo ^_^ comunque il problema della disinformazione che dilaga su internet, specialmente sui socian network, è abbastanza serio.
    Qualsiasi notizia scritta da un burlone o da uno in mala fede può fumentare odio e violenza.
    Basterebbe un pò di spirito critico e diciamolo Q.I. nei lettori.

    • Fra' ha detto:

      Quello, e magari un minimo di voglia di cercare una fonte autorevole che confermi o smentisca la notizia. Io adesso l’ho scritto qui, ma sai quanti sono ancora convinti che la cosa sia successa davvero?
      Come ho scritto sopra, oggi sono stata io con una cazzata, ma sai quante bufale enormi, più o meno nocive, vengono prese tutti i giorni per oro colato dalla gente unicamente perché “È SCRITTO SU INTERNET!1!1!!”?
      È una cosa che fa riflettere abbastanza.

  3. Maya Patch ha detto:

    Qualcosa mi aveva suggerito che l’articolo fosse fasullo. Ma è bello averne la conferma X°D Sarebbe stato davvero ridicolo se una cosa simile fosse accaduta realmente D:

  4. Kuro OvƎr ha detto:

    Può capitare che una persona possa sentirsi male, per varie ragioni. Magari la folla, l’ansia di entrare in fiera, o semplicemente l’aver fatto male colazione/pranzo. E’ quello che ho pensato all’inizio. Ho considerato che una persona si fosse sentita male, e poi, qualcuno ci avesse costruito questa bufala sopra. Comunque, da ignorante che sono, (e qui ci sta un Mea Culpa) non ho notato nemmeno gli errori della forma grammaticale, che ci sono, a quanto ho capito.

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