Un trauma mai risolto, ovvero: perché Ichigo doveva finirsene con Kisshu

Ci sono cose di cui prima o poi tocca parlare. Cose che speri di mettere a tacere, speri restino sopite, e invece non se ne vanno mai. Restano, magari in silenzio, e per un po’ te le dimentichi, ma poi tornano.
Sono passati la bellezza di dieci anni da quando ho visto l’ultimo episodio di Tokyo Mew Mew.
E ancora non mi capacito.

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Masaya e la sua espressione sveglia.
La stessa che manterrà in ogni minuto di tutti e cinquantadue gli episodi.

Chiunque lo abbia visto sa perfettamente di cosa sto parlando: Ichigo doveva finire con Kisshu. E invece è finita con quel coglione di Masaya. C’è sempre stata, in realtà. Con disappunto di tutti.
Perdonatemi se uso i nomi originali, ma chiamarli con quelli italiani mi dà un senso di nausea, reminescenze infantili, forse.
Ad ogni modo. Da bimba mi sentivo anormale. Perché mi piaceva il cattivo. Non il buono. Ero un mostro.
Poi sono cresciuta, ho scoperto Internet. E, sorpresa!, la pensavano – e la pensano – tutti come me. Tutti, o quasi.
Ichigo doveva scegliere Kisshu.
Ma perché?

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Just a creepy Kisshu being creepy.

Oggettivamente, non ha senso. Kisshu è lo stereotipo del ragazzo yandere: completamente folle, violento, a tratti maniaco sessuale.
Masaya è, al contrario, il ragazzo perfetto: bellino, educato, un campione nello sport, rompicoglioni all’ennesima potenza interessato ai problemi della società.
Ebbene, proprio questo è il problema.
Nella vita reale, chiunque con un po’ di cervello sceglierebbe il Masaya di turno. Non starò a dire “NO, IO COMUNQUE SCEGLIEREI IL KISSHU DELLA SITUAZIONE”. I ragazzi come lui sono da rinchiudere. Ma questa non è la vita reale: è un manga, un anime. Deve intrattenermi. E il rapporto tra Ichigo e Masaya non intrattiene. Tipo, per niente.
Ogni tanto li vediamo, che se ne vanno assieme al luna park, o che escono insieme, lui le dice due menate su quanto è bella la Natura e i puffi sanno che un tesoro c’è, e… basta. Basta. Il 99% delle scene tra Masaya e Ichigo non emozionerebbe nessuno. Nessuno. Neanche quando si sono baciati per la prima volta, non interessava a nessuno. Non c’era niente dietro. Questi due erano usciti mezza volta e si sono messi insieme. Oh mio Dio, che rapporto interessante.
Kisshu, invece.
La prima volta, è in scena da venticinque secondi di cronometro e già le salta addosso. E da lì è un continuo: ogni puntata – o capitolo, soprattutto – in cui compariva era un continuo di battutine e ammiccamenti nei confronti di Ichigo, sia con le parole che coi fatti. Per non parlare delle volte in cui si incazzava e… non dico provasse a stuprarla, ma nel manga a un certo punto è piuttosto chiaro.
Ma ad ogni modo, poco ma sicuro, le scene in cui c’era lui non se le perdeva nessuna. Erano interessanti.
Kisshu era – ed è – un personaggio cui durante la storia abbiamo visto fare di tutto: se la rideva, provocava, faceva il coglione, si incazzava, piangeva.
Masaya cosa lo abbiamo visto fare?
Parlare di quanto sono belli gli alberi e i laghi e i fiumi e i mari, e incazzarsi quelle due volte e mezzo perché “Non dovete fare male a Ichigo!1!11”. Ah, e rincoglionire negli ultimi episodi, ma è un altro discorso. Ci arriverò.
Dicevo. Kisshu nel corso della storia ci ha mostrato tutte le sfaccettature del suo carattere. Tutte. Dalla peggiore alla migliore. È cambiato. È maturato. È passato dal “boh, io la voglio perché sì, ma la ammazzerei senza problemi” al lasciarsi infilzare tipo 285239_380966858669139_430956424_nspiedino per proteggerla rinnegando una vittoria sicura, i suoi stessi simili e il suo stesso capo – e Dio sa quanto ho pianto, dal basso dei miei dieci anni, durante quella scena.
Masaya è rimasto sempre uguale a sé stesso. Sempre. Pure quando si trasformava nel Blue Knight, pure quando divenne Deep Blue, non fece un cazzo: alla fine lui era e rimaneva quello buonerrimo e totalmente privo di carattere. Mentra l’altro, lo sfigato, si era lasciato uccidere per proteggere la ragazza di cui era innamorato.
Il rapporto tra Ichigo e Kisshu emoziona, qualcosa la trasmette, in positivo o in negativo che fosse, ogni volta. Lui lo vedi, che ci prova di continuo, per gioco, che la provoca, poi si stanca e decide di volerla sul serio, e prova a prendersela, e non ci riesce. E allora si dispera, piange, ci prova con le buone, con le cattive, si vergogna, si umilia, si arrende, si sacrifica. L’amore che Kisshu prova per Ichigo è malato, ossessivo, ma alla fine cambia. Scatta. Al momento della resa dei conti lui potrebbe ucciderla. E invece si lascia uccidere, per proteggerla.
E tu te lo domandavi: “ci riuscirà? La convincerà?”. Ci speravi, magari, come ci speravo io.
Con  Masaya era tutto deciso. Stavano insieme, perché lui era perfetto, e si amavano senza una ragione, e il loro rapporto non mutava mai, e lui, lui, lo vedevi sempre far le sue cose perfette nel suo modo perfetto. E questo non è interessante. Per niente.

Ichigo avrebbe dovuto scegliere Kisshu.
Che però è rimasto nel cuore di tutte le fan. A differenza di Masaya.

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#StayStrongJustin: un’insalata di cazzate

Dopo il post di ieri ho fatto qualche screen in giro per provare concretamente quello che ho scritto.
Ecco il risultato, la mia quasi-personale insalata di cazzate.

Alla fine sono ragazzine cui è stato fatto il lavaggio del cervello.

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Mi domando perché ci si affanni ancora a cercare una cura medica.

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Bullismo: arrestare un’imbecille perché potrebbe danneggiare gravemente sé stesso e chi ha intorno.

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“Chi non si è mai ubriacato e ha guidato?”
“CHI NON SI È MAI UBRIACATO E HA GUIDATO?”

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È sicuramente andata così. È bullismo.
Che mondo malato.

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Con un cervello troppo piccolo e un sacco di dindini, aggiungerei.

... e vbb.

… e vbb.

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Justin Bieber e gli “idoli”: alla testa di una generazione di rincoglionite

Justin Bieber è stato arrestato, per guida in stato di ebbrezza e sotto il probabile effetto di stupefacenti, e altre robe che non sto a dire. A me, fondamentalmente, interessa di per sé poco e niente: non sono una sua fan, mai apprezzata la sua musica, mi è indifferente.
Ciò che, però, non mi è indifferente è la completa idiozia di buona parte delle sue fan, che ora sta palesandosi più forte che mai.

Ragazzine che "protestano" di fronte alla stazione di polizia di Miami, dopo la presa in custodia di Bieber. Spero sia falso, perché mi fa salire la pressione.

Ragazzine che “protestano” di fronte alla stazione di polizia di Miami, dopo la presa in custodia di Bieber.
Spero sia falso, perché mi fa salire la pressione.

Basta farsi un giretto su Twitter, e io stessa sono stata vittima (ommioddio, CYBERBULLISMO) di queste… non so come chiamarle, perché alla fine sono ragazzine cui è stato fatto il lavaggio del cervello. Centinaia, migliaia di messaggi allucinanti.
“Noi stiamo con te, ‘fanculo la polizia”
“Lo odiate solo perché ha successo, ora anche la polizia ci si mette” (giuro)
“Hanno arrestato il mio idolo, piango da tutto il giorno”
Cose di questo genere.
Trovo sia disgustoso, perché questo ragazzo si è consapevolmente infilato in macchina pur non essendo nello stato di poterlo fare, e rischiando concretamente di ammazzare qualcuno.

Ma arriviamo al nocciolo della questione: la questione “idolo”.
Perché queste ragazze sembrano completamente lobotomizzate e prive della capacità di formulare un pensiero oggettivo? Perché questo attaccamento nei confronti degli “idoli” (espressione che odio visceralmente) a livelli morbosi?
È perché sono generalmente di bell’aspetto? Immagino di sì, ma non solo.
Queste “pop star” moderne vengono spesso presentate, dai media, come figure idealizzate, quasi mitiche di “ragazzo perfetto”. Gli stessi testi delle loro canzoni sono un continuo di luoghi comuni appetibili per ragazzine in età prepuberale – che generalmente si sentono poco amate e bruttarelle: ci siamo passate tutte bimbe, e magari ci stiamo ancora dentro – tipo “ti amo così come sei”,”sei bella con tutti i tuoi difetti”, eccetera.

Robe agghiaccianti

Robe agghiaccianti

E queste ragazzine, complici le rivistine idiote che comprano in edicola colme di interviste in cui il cantantucolo di turno non fa che ripetere frasette trite, ritrite e FALSE tipo “a me non importa dell’aspetto fisico, le ragazze sono tutte bellissime, e amo le mie fan e morirei per loro”, arrivano a pensare che veramente il cantante, l'”idolo” pensi queste cose di loro, veramente gliene freghi qualcosa di loro – te lo dico, piccola belieber/directioner/quello che è: NO, il tuo idolo se ne fotte di te, vuole i tuoi soldi, scendi dalla nuvola -, specialmente le più… sensibili? Sole?
Questi “idoli” stanno creando una generazione di rincoglionite incapaci di pensare con la loro testa, incapaci di dire “sì, questo CANTANTE (non  “idolo”) mi piace, ma s’è messo a guidare ubriaco: è un coglione”.
Ragazze, svegliatevi. Imparate a non dar retta a quello che vi mostrano i media riguardo queste pop star del momento, perché quello che vogliono da voi sono i vostri soldi. O meglio, quelli dei vostri genitori.
Imparate a pensare con la vostra testa, imparate a non credere a ciò che dicono questi pupazzetti creati a tavolino, e per l’amor di Dio, smettetela di rendervi ridicole sui social network.

Per quanto mi riguarda, sono contenta che un coglione sia stato fermato prima che facesse male a qualcuno.
Che questo coglione sia o meno un ragazzo famoso, non mi interessa.

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Tipo che boh

Ho sempre voluto un blog su WordPress.
Sempre.
Giuro.
Solo che non riuscivo a farlo.
E oggi mi ci sono messa con santa pazienza e l’ho fatto.
Ho passato qualcosa come quaranta minuti per fare quell’header improponibile, e ora eccoci qui.
Il mio ennesimo blog.
Io, lo giuro, mi ci metto con tutta la buona volontà. Mi piglia smania. Smania di scrivere, di riprendere, di tenere un blog serio, stavolta. Serio nel senso che non lo abbandono dopo circa un’ora.
Sarà tipo il… decimo? O giù di lì.
Oh beh, chi vivrà vedrà.

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